Chiesa del SS. Salvatore
Giovedì, 04 Aprile 2013 09:46

Chiesa del SS. Salvatore

La Chiesa del SS. Salvatore, fondata nel 1261 come cappella privata, è una delle più antiche di Enna.  I Confrati  del  Collegio del SS. Salvatore, con le risorse ricavate dal patrimonio dell’Ente, si adoperarono affinché, nel  1572, ottenessero dal Vescovo di Catania l’autorizzazione per demolire la piccola cappella originaria ed edificare l’attuale Chiesa che venne ultimata nel 1579.
Pare che, nelle immediate vicinanze della Cappella sorgesse un monastero Basiliano, di cui rimangono due colonne del chiostro ancora visibili all’interno del cortile.
La Chiesa è in stile Barocco come testimoniano il soffitto del 600,  a cassettoni  in legno di noce intagliato a mano, dichiarato monumento nazionale e il pavimento, in ceramica artistica, anch’esso di fattura secentesca.  Di notevole valore, non solo artistico ma anche simbolico, è un Crocifisso che risale al 1262, anno di fondazione della Confraternita.  L’interno della chiesa, a navata unica, è  impreziosito dalla statua lignea raffigurante il Cristo Morto, risalente al  XVII  secolo, ubicato sull’altare maggiore. Nella cripta dello stesso altare è riposta la Statua del Cristo Risorto,  la stessa  che viene portata in processione durante la Domenica di Pasqua.
Nel corso del XVIII secolo la Chiesa fu nuovamente rifatta  mantenendo lo stile Barocco. In ogni angolo, essa  conserva opere di straordinaria bellezza, dalla reliquia di S.Erasmo alla nicchia in alabastro, che ospita una statua della Madonna delle Vittorie, detta anche del Cardellino, situata nella parte destra del caratteristico cortile. A tal proposito, una curiosità che vale la pena citare riguarda il fatto che la nicchia suddetta sorge su quello che era un antico pozzo, da cui gli abitanti del quartiere attingevano l’acqua necessaria in cambio del pagamento di una somma annua a sostegno della Chiesa. C’è anche da dire che l’ingresso originario dava sulla Piazza Mazzini, tra la chiesa di S. Michele e il Palazzo Varisano, quando era ad uso privato ma, nel momento in cui la Chiesa venne aperta al culto, l’ingresso principale divenne il cosiddetto cortile, quello che prima era l’ingresso secondario.  L’accesso è costituito da un  arco sormontato da un artistico campanile, riportante lo stemma in pietra di un casato nobiliare o, probabilmente, della Confraternita medesima. Peraltro, tra i vari interventi di restauro effettuati nel 1888, dalla confraternita e dal rettore del tempo, Di Nolfo, si annovera  l’edificazione della torre campanaria. Annessi alla Chiesa si possono ammirare dei locali ristrutturati recentemente, in uno dei quali è custodito un “casserizio ligneo” del 1600, i cui portelli e cassettoni sono rigorosamente dipinti  a mano. Gli interventi di ristrutturazione edilizia sono stati compiuti tra il 1974-1982, mentre il recupero di beni e suppellettili di valore avvenne tra il 1993 e il 1997;   tra il 2001-2004 si è provveduto a recuperare opere di notevole valore artistico come,  la Statua  del Cristo Risorto e la relativa raggiera, nonché la nicchia in oro zecchino;  è stata restaurata anche  la Statua del Cristo Morto,  esibita per la processione del  Venerdì  Santo. Tali  opere di restauro, nonché l’impegno e la devozione dei confrati hanno contribuito ad accrescere  lo splendore e il  prestigio della chiesa e del suo “Collegio”.