|
|
| ||
News ||
Itinerari
||
info@comune.enna.it || |
|
| || Itinerari
Archeologici || I Castelli della Provincia
[ pag. 1 -
pag. 2
]
|| |
|
|
CASTELLO SARACENO - AGIRA |
Sorge sulla parte più alta della città. In base alle notizie
che possediamo, la cima del monte era già fortificata al tempo
del tiranno Aggiri.
Si sa che nel luogo era stata edificata una fortezza dai
bizantini, sulle cui rovine gli Arabi ne costruirono una nuova,
che i Normanni ampliarono e di cui diedero l’investitura a
Guglielmo Malaspasano.
Menzionata per la prima volta nel 1274, quando “Castrum
Philippi” figura nello Statuto Angioino dei castelli siciliani,
la fortezza partecipò attivamente alle lotte fra angioini e
aragonesi, prima, e fra aragonesi e chiaramontani.
Perduta la sua importanza militare nei secoli XVI e XVII, già
nel ‘700 era in rovina. Una piccola porta sul lato est consente
l’ingresso nella prima torre che, nel piano superiore, riceve
luce da una finestra a feritoia, mentre una grande finestra, che
si apre sul lato ovest, illumina il piano superiore.
Un portale ad arco ogivale, ai cui lati si aprono finestre a
feritoie, immette nella seconda torre, che all’interno presenta
una volta ogivale ed i resti di un camino. Uno stupendo panorama
permette di ammirare l’Etna, la Valle del Salso a nord e la
Valle del Dittaino a sud. |
| CASTELLO DI
GRESTI O PIETRATAGLIATA - AIDONE |
Strano Castello emergente con un alto
torrione da una grande roccia, in piena solitudine sul fondo di
una valle.
Negli antichissimi tempi vi era una rocca attorno alla quale
gravitava un piccolo abitato, ora scomparso, e la presenza dei
greci, dei romani e degli arabi è testimoniata da numerose
monete delle rispettive epoche, ritrovate nei pressi.
Il Castello di Gresti o di Pietratagliata è unico nel suo
genere, giacché quasi interamente scavato nella roccia
sottostante la torre rettangolare, alta 36 metri, da cui si gode
un meraviglioso panorama. Il maniero si erge su una gigantesca
rupe di arenaria. Il suo antico nome era Pietratagliata (così è
infatti ricordato da storici del tempo) in virtù della roccia
sulla quale è costruito e che, in un'epoca forse preistorica,
dovette essere una specie di diga naturale che ostruiva la valle
e che venne rotta dalla furia delle acque. L’erosione delle
acque del Gresti tagliò, successivamente, il bastione in due
tronconi da uno dei quali, quello orientale, si innalza
l'elegante Castello a picco sul torrente.
Si ritiene che l’odierno maniero si sia sviluppato su una
costruzione esistente già nel periodo della dominazione araba,
in seguito rimaneggiata dai Normanni.
Attraverso una scala interna a chiocciola si giunge in cima alla
torre e sotto di essa, scavata nella viva pietra, si trova una
grande interessante grotta.
Sopra una finestra ogivale è incisa la data del 1664 e, più in
alto, un’iscrizione latina; entrambe poste al tempo del barone
Caprini.
Una leggenda narra che «chiunque leggerà l'iscrizione, purché in
groppa ad un cavallo in corsa, scoprirà un favoloso tesoro
nascosto nella roccia». |
|
CASTELLO MEDIEVALE - AIDONE |
Ruderi del castello medioevale
La tradizione popolare lo definisce "inespugnabile".
Nel 1411, si dice abbia ospitato la Regina Bianca di Navarra.
Durante la guerra del Vespro il Castello ospitò la guarnigione
francese, che perì durante l'assedio.
Il Castello si trova ubicato alla periferia nord del centro
abitato su di un altopiano a quota m. 889 s.l.m., al termine
della via Castello.
I Normanni lo edificarono alto su una rupe, fuso con la roccia
su cui è stato fondato; le caratteristiche orografiche della
località hanno fatto si che il Castello rimanesse in una
posizione distaccata e distinta dal resto dell'abitato.
Dall'altura su cui si ergeva è possibile abbracciare la
panoramica circostante a 360°; dal Castello si controllava
visivamente, quindi, una vasta porzione di territorio.
Ben poco rimane del complesso che, certamente, doveva occupare
una superficie alquanto vasta, come mostrano i tratti di
muratura emergenti lungo la strada di circonvallazione del sito.
In direzione est rimane una porzione di muro con un varco
d'ingresso, mentre una quantità più consistente di muratura,
ridotta a cumulo di rovine, è lo scenario che si presenta al
visitatore che raggiunge il sito dall'attuale Salita Castello.
Singolare è la disposizione di tali resti che presentano la
rotazione di circa 90° di una porzione di muro: dalla
disposizione di tali ruderi si può evincere che il Castello
venne distrutto, molto probabilmente, da un evento catastrofico,
verosimilmente il terremoto del 1693.
La muratura è del tipo 'a sacco' con due paramenti murari in
conci con ricorsi regolari; tra i pochi resti rimangono delle
porzioni d'angolo dove si osserva l'impiego di pietrame
squadrato a definizione del cantonale.
I resti fuori terra non consentono una lettura ricostruttiva
dell'impianto.
La proprietà attuale è pubblica (Comune). |
|
CASTELLO - ASSORO |
Il Castello di Assoro, abbandonato già nella prima età moderna e
poi dato in cava ai cittadini che ne deturparono l'andamento
sino a renderne difficilissima la comprensione degli apparati, è
oggi inserito in un bel parco urbano di nuovissima creazione che
comprende tutta l'area alta del paese con i resti delle
fortificazioni e della acropoli antica.
Le fortificazioni medievali sono, come non è raro nella
provincia ennese tutta, ricavate con un sapiente gioco
architettonico tra i volumi scavati nella roccia e quelli
costruiti con murature forti e solide. Ancora sono visibili: una
grande cortina muraria conclusa da un torrione pieno a pianta
circolare, una seconda cortina munita di finestre che guarda
verso la valle, un ambiente sotterraneo di passaggio, altri
ambienti scavati nella roccia e voltati a crociera che, ad un
primo esame paiono aver avuto funzione di magazzini anche a
giudicare dalle canalette di scolo delle acque ricavate sul
fondo degli stessi.
Nelle rocce adeguatamente scolpite, per dar agio alle murature,
si nota, poi, una particolarità veramente interessante: accanto
ai grandi fori per le travature dei pavimenti e dei solai
compaiono in più punti lunghe serie di petroglifi lineari, tutti
uguali, la cui interpretazione è veramente ardua.
Le notizie storiche del Castello sono alquanto rare, certamente
qui doveva essere in uso una fortificazione bizantina che venne
espugnata nel 939 da una gualdana araba capitanata dal capo
Chalil. Costui, una volta guadagnato il sito forte, vi ricostruì
il Castello e modificò le forme delle muraglie. Conquistato dai
normanni, il Castello passò, con un atto di vendita firmato da
Ruggero II, al Vescovo di Catania che ne acquisì il diritto
feudale. |
|
CASTELLO DI CONVICINO - BARRAFRANCA |
Il Castello (o la torre), non più esistente, sarebbe sorto
nell'attuale centro urbano di Barrafranca (Enna), accanto alla
chiesa maggiore. Rimasto isolato in un feudo spopolato dopo il
XIII secolo, divenne il nucleo intorno al quale si sviluppò il
paese di Barrafranca nel XVI secolo.
Numerosi rinvenimenti antichi sono segnalati nel territorio di
Barrafranca: fattorie e necropoli ellenistiche e romane nonché
necropoli bizantine.
Non rimangono tracce del Castello, in assenza di resti visibili,
si fa ricorso all'attestazione documentaria, il Castello è
documentato fin dal XII secolo. |
|
CASTELLO - CALASCIBETTA |
Una delle torri di difesa delle mura, la torre normanna (XI
secolo), costituisce la torre campanaria della chiesetta
diroccata di San Pietro, ornata da un bassorilievo in pietra.
Del Castello originario rimane ben poco essendo i resti
inglobati in strutture successive e tipologicamente diverse,
soprattutto nella chiesa di San Pietro che, con la sua torre
campanaria, è situata all'estremità meridionale dell'abitato di
Calascibetta a quota m 875 s.l.m. Da questa posizione si ha un
ottimo punto d'osservazione sul vallone Scaldaferro posto fra i
territori di Calascibetta ed Enna.
Poco più di 2 km in linea d'aria separano la torre campanaria
della chiesa di San Pietro dal versante settentrionale
dell'acrocoro su cui sorge Enna e dal Castello di Lombardia.
La torre ha pianta rettangolare con ingresso sul prospetto nord
attraverso un portale a sesto acuto. Attraverso una scala
metallica si accede alla cella campanaria, un unico ambiente
illuminato da finestre con due finestre arco a sesto acuto.
La torre confina ad est con la chiesa di San Pietro.
Sulla parete ovest e parte della parete sud si trova un robusto
contrafforte che si eleva per circa m 10,50 dal livello della
piazzetta e scende al disotto di questa raggiungendo la quota di
via dei Longobardi; parte del contrafforte è occultata da
un'abitazione.
Nel corso degli anni "80 sono stati operati lavori di restauro e
consolidamento e le condizioni generali di conservazione sono
buone.
A causa delle notevoli trasformazioni dei luoghi e vista
l'assenza di altri indizi documentari, non è possibile stabilire
con certezza se la torre originariamente facesse parte di un
sistema militare, con funzioni difensive e di avvistamento. Se è
vera questa ipotesi, come riportato dalla lunga tradizione
locale, la torre sarebbe stata modificata ed adattata a torre
campanaria solo in un secondo momento e, cioè, in coincidenza
con la costruzione dell'originaria chiesa di San Pietro, oggi
non più esistente. |
|
CASTELLO DI CORRADINO - CENTURIPE |
Si tratta di un’antica costruzione romana risalente al II secolo
d.C.
La denominazione di Castello, assunta in epoca medievale, è
impropria trattandosi di un edificio quadrato, piuttosto
piccolo, assimilabile ad una torre. Fu utilizzato da Corrado
Capece come fortilizio nella difesa degli Svevi in Sicilia. |
| |
|
1 - 2 -
3 |
|
| |
|
|
| |
 |
“LA COMUNITA’ IN
RETE” Intervento: 1999.IT.16.1.PO.011/6.05/4.2.1/0021
Progetto realizzato con le risorse del F.E.S.R. - P.O.R. Sicilia
2000-2006 - Misura 6.05 Comune capofila ENNA |
| |
|
|
Questo sito è realizzato in
conformità agli standard mondiali di accessibilità
W3C (World Wide Web consortium) |
|
|
copyright©2008 Comune di Enna
Piazza Coppola, 2 | 94100 Enna | P.Iva 00100490861 | Centralino
+39 0935 40111 |
|
|