CHIESA DI SANTA MARIA LA DONNA NUOVA
Via degli Astronauti

Prospetto FrontaleLa Chiesa di Santa Maria La Donna Nuova è una delle più antiche della Città di Enna. La costruzione del suo primo nucleo risale presumibilmente all’inizio del XII secolo. I documenti parlano della Chiesa quale dimora dell’Ordine dei Poveri Cavalieri del Tempio di Gerusalemme (Templari). Certamente il luogo dove sorgeva la vecchia cappella era suggestivo, ai lembi della città, su un colle pieno di alberi con una valle a Sud e con una discesa ad Est che arrivava sino al piano della Balata. Visibile dal centro urbano, ne era tuttavia lontana tanto da essere utilizzata come lazzaretto durante le pestilenze. La vecchia Cappella, è quella che attualmente si trova alle spalle dell’attuale Chiesa, finita di costruire nel 1660. Ciò è desumibile dai muri esterni che hanno un diverso collocamento delle pietre e una diversa muratura rispetto alla nuova. L’entrata era ad Ovest e l’altare nel muro che oggi divide la Chiesa antica con la nuova.
Da un manoscritto del 1403 del Capitano di Città, Notaio Guglielmo de Juliano, nel quale lasciava delle rendite per la riparazione di diverse Chiese fra le quali la Nuova, abbiamo la testimonianza che la Chiesa, aveva bisogno di restauri.
Padre Giovanni dei Cappuccini, nella sua Storia di Enna, scrive che, prima del 1500, vi era una chiesiola sotto il titolo di Santa Maria del Monte che godeva di un legato per messa quotidiana. Sempre secondo lo storico cappuccino fu il Barone Lorenzo Mirabella della Mendola che provvide a riedificare la chiesa col nuovo titolo di Santa Maria La Nuova. Ma ciò è errato, perché con le rendite del Barone si provvide all’allargamento della Vecchia Cappella, opera che continuò sino al 1660 data del definitivo assetto della Chiesa.
ParticolareNel corso dei secoli, la Chiesa, si è arricchita di opere d’arte non tutte giunte sino ai nostri giorni. Vi hanno lavorato grandi artisti come Lo Zoppo di Gangi, al secolo Giuseppe Salerno, Giovan Battista Li Volsi da Nicosia, Frà Umile da Petralia, Giuseppe Sberna e tanti altri.
Il 13 Luglio del 1943 un bombardamento alleato causò il crollo del tetto e la perdita di molte opere d’arte. Nel 1952 è stata riaperta al culto dopo i restauri.
 
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