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Cenni Storici

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Fondata probabilmente dal sicano Euno nel 2700 a. C, Enna diviene colonia greca nel V sec. a. C. Dai greci è battezzata l'omphalos (ombelico) della Sicilia per la sua posizione centrale nel territorio; subisce in modo determinante la loro dominazione testimoniata, tra l'altro, dal santuario di Demetra, la romana Cerere, dea della madre terra, personificazione della forza generatrice. Il culto di Demetra ha radici antiche e trova le sue origini nelle attività agricole dell'uomo; sulla parte alta della città si trova la "rocca di Cerere", importante sito archeologico, dove, tra i resti del tempio dedicato alla dea è oggi possibile leggere un'iscrizione su un masso con dedica a Cerere. Per la sua posizione strategica questa città attira le mire di Siracusa il cui tiranno Dionisio il Vecchio la conquista nel 395 a. C., seguito da Agatocle poco tempo dopo.
La breve parentesi cartaginese si chiude con l'arrivo dei romani che, nel corso della seconda guerra punica (214 a. C.), conquistano definitivamente la città sotto Claudio Marcello, dopo un sanguinoso massacro. In epoca romana la città si afferma come importante centro per il commercio del grano: nasce la grande proprietà agricola; esasperati dallo sfruttamento nei campi, gli schiavi si ribellano contro i romani infiammando l'Isola. La guerra si protrae dal 135 al 132 a. C. e termina con l'eccidio di Taormina ed Enna.
Questo è il primo di tre distinti tentativi di ribellione finiti male per gli schiavi. Sotto Verre il traffico commerciale cresce d'importanza ma le ricchezze della città, tra cui inestimabili opere d'arte, vengono sperperate. Riconquistata dai Romani cade, nel VI sec., sotto il dominio bizantino (come tutto il resto della Sicilia) e diviene luogo strategico per la difesa contro l'assedio arabo, che la occuperà nell'859.
Il nome Henna, probabilmente di origine greca (en-naien, vivere dentro), viene ripreso dai Romani che vi antepongono il termine fortezza. Castrum Hennae, e poi dagli Arabi (858-1091) che lo trasformano in Kasrlànna (o Qasr Yànnah o Qasr Yani), volgarizzato infine come Castrogiovanni. Subentrano poi i Normanni, che la rendono centro politico e culturale del loro regno, gli Svevi, gli Angioini e gli Aragonesi. Il periodo che ha lasciato segni visibili è quello medievale di Federico II di Svevia, che assume qui il titolo di re di Trinacria (1314) e vi raduna il parlamento (1324), e degli aragonesi: nascono il Castello di Lombardia, che rappresenta ancora oggi uno dei baluardi difensivi più importanti della Sicilia medievale; la Torre di Federico II, alta ben 24 metri e posta all'interno del parco pubblico; il Duomo, originario del XIV sec. e ristrutturato in età barocca, dopo un rovinoso incendio. La città segue poi le vicende del resto dell'isola ribellandosi ai Borbone e sostenendo Garibaldi. Nel 1927 riassume il nome antico, Enna.
 

Alcune Date

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I primi abitanti: Per la sua posizione privilegiata, fu abitata fin dalla preistoria. Furono i Sicani ad abitare per primi la città, dopo aver abbandonato l’Etna a causa delle eruzioni. Si deve ai Sicani la scoperta e la coltivazione del grano legato al mito di Cerere e della figlia Proserpina. V sec. a.C: I Greci colonizzano la città e vi introducono il culto del dio Apollo. In questo periodo la città visse in prosperità. Si incrementarono il commercio, l’agricoltura, le arti e le scienze. Vengono battute monete d’oro e d’argento, ora custodite al Museo Alessi. 397 a.C.: Enna cade nelle mani di Dionigi I. 307 a.C.: Agatocle tiranno di Siracusa conquista la città. Pirro libera la città dal dominio dei Cartaginesi. 135 a.C.: Guerra servile promossa e capeggiata dal Siro Euno, prima rivolta degli schiavi che si estese poi per tutta l’Isola. 73 a.C : Caio viene inviato in Sicilia, depreda la citta di tutte le sue opere d’arte tra cui la statua ennese di Cerere. 29 a.C.: Viene proclamato l’Impero romano. Dichiarata città municipale Enna comincia a rifiorire. 353-858 d.C: I bizantini vi trasferiscono il comando militare e l’amministrazione. Enna diventa un importante città strategica tanto da meritare l’appellativo di Inexpugnabilis. Governata dall’emiro Kaid viene identificata come la nuova capitale musulmana dell’Isola, sede del potere civile e militare. 1040-1061: Presenza dei Normanni nell’Isola. 1130: Ruggero II ripristina l’antica fortezza costruita dai Sicani: il Castello di Lombardia. 1200 -1240: Federico I di Sicilia e II del Sacro Romano Impero costruisce la Torre ottagona, restaura l’Antico Castello ed aggiunge allo stemma l’aquila bicipite. 1314-1342: Federico II d’Aragona elegge la città di Castrogiovanni sua residenza estiva; riceve il titolo di Re di Trinacria e convoca il Parlamento siciliano. 1360-1400: Dominio Spagnolo, Castrogiovanni mantiene la sua posizione di città demaniale seguendo per vari secoli le sorti dell’intera Sicilia. 1700: La città cade sotto il dominio dei Borboni. 1860: Garibaldi sbarca a Marsala per cacciare i Borboni, numerosi cittadini di Castrogiovanni si uniscono alla spedizione dei Mille. 1893: Nasce il Fascio dei lavoratori. 6/12/1926: Con un telegramma pervenuto al Sindaco della Città, il capo del governo Benito Mussolini eleva la città di Castrogiovanni a capoluogo di provincia. 1927: Il provvedimento formale, che assegnava alla nuova provincia 20 Comuni, già facenti parte dei soppressi distretti di Piazza Armerina e di Nicosia, fu emanato con il R.D.L. 2 Gennaio 1927 n° 1. Poco dopo, il R.D. 27 Ottobre 1927 n° 2050, ridava a Castrogiovanni il suo antico nome di Enna.
 
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