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Giovedì, 11 Aprile 2013 11:18

Riserva Monte Altesina

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La Riserva prende nome dal Monte Altesina, che i latini soprannominarono Mons Aereus, nome dovuto alla forma particolarmente slanciata e appuntita del monte, che, con i suoi 1192 m s.l.m. di altezza, è uno dei vertici orografici dei monti Erei e risulta visibile da gran parte della Sicilia centrale. Gestita dall'Azienda Foreste Demaniali di Enna, la Riserva del Monte Altesina è un polmone verde poco conosciuto della Sicilia interna, essendo interamente ammantata da fitte foreste. Si raggiunge uscendo da Enna in direzione nord-est e imboccando la statale 121 e successivamente proseguendo in direzione di Villadoro. Ha una estensione di 744 Ha e interessa i Comuni di Leonforte e Nicosia. Il Monte Altesina, la cui cima permette un’osservazione a trecentosessanta gradi, fu sicuramente utilizzato dall’uomo, che vi scavava le sue tombe, sin dall’età del Bronzo e dalla prima età del Ferro. Ritrovamenti di ceramica sicula e greca testimoniano il passaggio di popolazioni diverse; nei dintorni sono ancora visibili le rovine di insediamenti risalenti al I millennio a.C.. La sua sommità servì soprattutto per il controllo delle vie di penetrazione, ma fu anche rifugio delle popolazioni locali durante le incursioni degli invasori. Questo sito registra presenze fino al periodo tardo-normanno. La parte alta del monte, fin da epoche remote, fu sede di numerosi insediamenti di popolazioni indigene, di cui rimangono numerose testimonianze e successivamente, a partire dal medioevo, vi si stabilirono diversi eremiti che eressero un convento accanto alla chiesa di Santa Maria di Lartesina di cui oggi rimangono solo dei ruderi. Il monte è caratterizzato da una foltissima vegetazione, costituita essenzialmente da una lecceta mista a roverelle con radure e rimboschimenti a pino o eucalipto. Tra gli alberi vive una fauna tipica in cui il topo quercino, l’istrice, la lepre appenninica e il coniglio selvatico convivono con il gatto selvatico e la volpe. Qui nidifica e caccia lo sparviere, rapace accipitride che si spinge anche nelle aree aperte. Nei boschi va segnalata anche la presenza del picchio rosso maggiore. L’erpetofauna include piccoli e grandi rettili: la lucertola comune, il coloratissimo ramarro, la bizzarra luscengola, l’emidattilo; tra i serpenti, ricordiamo la vipera e il nero biacco. Negli spazi aperti cacciano la poiana e il gheppio, sui contrafforti rocciosi del monte nidifica il falco pellegrino, mentre l’avifauna, che fino a qualche decennio addietro annoverava anche la bellissima aquila del Bonelli, risulta interessante in special modo per la presenza di numerosi rapaci diurni e notturni. Strutture ricettive L'Ente gestore ha realizzato sei sentieri naturalistici e ha promosso il recupero della antica masseria Altesinella che sarà adibito a Centro visitatori e Museo etno-antropologico.