natale
Mercoledì, 03 Aprile 2013 10:21

Maria Santissima della Visitazione

Maria Santissima della Visitazione è uno degli appellativi con cui la Chiesa cattolica venera Maria, madre di Gesù, colei che porta la Grazia per eccellenza cioè Cristo, e che va a far visita alla cugina santa Elisabetta. Liturgicamente dalla Chiesa viene ricordata il 31 maggio; ad Enna invece è rimasta con l'antica data del 2 luglio, periodo probabilmente mutuato dagli antichi rituali pagani in onore della Dea Cerere durante il periodo delle messi;
dagli stessi rituali deriva anche l’uso di vesti bianche per i “portatori” dell’effige in processione, e l’uso della cerimonia della processione stessa. Maria SS. della Visitazione, infatti nel 1412, sostituì il culto pagano di Cerere Dea delle messi e protettrice di Enna. Il Duomo di Enna, cattedrale di enorme valenza artistica, è stato eretto in onore della Madonna della Visitazione patrona della città tra il 400 e il 500. Il 2 luglio per la città di Enna è un giorno festoso,  in questa data si riversano in città migliaia di
fedeli e di turisti che affollano le vie principali del centro storico per assistere alla processione della statua della Madonna ricoperta interamente di ori e pietre preziose facenti parte del tesoro del Duomo custodito presso il Museo Alessi di Enna.
Nel corso delle celebrazioni, il fercolo viene portato a spalla da oltre cento uomini scalzi, noti come gli “ignudi”.La processione parte dal Duomo, che si trova nella parte orientale della città, e si svolge alla volta della Chiesa di Montesalvo, che si trova dalla parte opposta. Durante il faticoso percorso la processione fa tappa in numerose piazze, dove vengono esplose salve di cannone, le cosiddette "sarbiate", che sono offerte dalla cittadinanza. All'arrivo a Montesalvo dall'omonima chiesa escono correndo le statue di san Zaccaria e di santa Elisabetta, che vanno incontro alla Madonna. Subito si sparano fragorosi colpi di cannone, e subito dopo l'entrata in chiesa del fercolo partono i fuochi d'artificio in una suggestiva cornice. I festeggiamenti proseguono fino a tarda serata con concerti e intrattenimenti di vario tipo.
L’arrivo della sacra immagine della Madonna della visitazione in Enna è legato alla leggenda. La preziosa statua, intagliata a mano nel legno, fu acquistata a Venezia e spedita su un veliero che fece naufragio a Capo Spartivento. La cassa che la conteneva, venne sospinta dalle onde fino al porto di Messina  e furono i messinesi a rendere per primi omaggio alla madonna che veniva dal mare. A malincuore essi la cedettero agli ennesi che, su un carro trainato da quattro bianche giovenche, la portarono sino alle pendici della città. Quando però si trattò di posare la effige sul fercolo per trasferirla al duomo, nella cappella a lei dedicata, il suo peso diventò tale che né il clero né i nobili riuscirono a sollevarla. Diventò invece leggero nelle mani dei contadini che, abbandonato il lavoro e accorsi dai campi vicini, potevano assolvere il delicato compito; è questo il motivo per cui, ancora fino a qualche anno fa, spettava ai contadini tramandarsi da padre in figlio l’onore di portare in processione il simulacro della Vergine, uso che ormai si è perso. Poiché questo accadde il 29 giugno 1412, in questa data, ogni anno, con una solenne cerimonia si ricorda l’avvenimento. Anche il percorso che la processione  segue è legato ad una delicata vicenda; i Dignitari della chiesa maggiore ed i Senatori dell’Università, il 30 giugno 1413 affidarono al volo di 25 bianche colombe, poste prima in una gabbia davanti l’altare della madonna e poi lasciate libere, la scelta del tragitto che il sacro corteo doveva percorrere per andare dal Duomo a Monte Salvo e per tornare a distanza di 15 giorni di nuovo al Duomo. Durante i primi secoli, secondo quanto scrisse padre Giovanni Cappuccino, la festa della patrona fu tra le più belle di Sicilia ed il suo splendore richiamava gente da tutta l’isola. Ancora oggi la manifestazione è molto seguita.

Ultima modifica il Giovedì, 18 Agosto 2016 09:33
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